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COCHI E RENATO - Nebbia in Valpadana

https://www.youtube.com/watch?v=6WXQn4oOHPo

 

Ideologia (Diz. Affil. Oxford Univ. Press fornito con software Apple)

1. Il complesso delle idee e delle mentalità proprie di una società o di un gruppo sociale in un determinato periodo storico.

2. Il sistema concettuale e interpretativo che costituisce la base politica di un movimento, di un partito o di uno stato

3. A partire dalla tradizione marxista il complesso delle tradizioni teoriche usate da un individuo o da una classe sociale per legittimare interessi e poteri reali, in prevalenza coincidenti con l'assetto sociale vigente.

La parola ideologia è un altro dei miei tormenti. Il muro di Berlino è caduto, nel tripudio di grandi e piccini (e pure mio se ben mi ricordo) ben trent'anni or sono e da allora sui nostri quotidiani, e un po' dovunque, il termine ideologico è stato utilizzato per designare qualcosa che, per il fatto di essere basato su assunti teorici precostituiti, è di fatto destituito di autorità e quindi di valore euristico. Come sempre si è tentati di contrapporgli la “realtà”. “Il mondo, caro mio, chiede di essere realisti e di agire. Le idee son belle ma non hanno mai dato da mangiare a nessuno...” Probabilmente è così, ma bisogna chiarirsi sui termini, ovvero sulla realtà di cosa si stia dicendo.

E' abbastanza evidente già guardando le definizioni del dizionario riportate sopra che se levassimo dal mondo le ideologie ci rimarrebbe molto poco. Almeno di umano. Forse qualche sparuto australopiteco che va a caccia di topi in totale solitudine. Speriamo che acchiappi qualcosa!

Per questo numero sono andato a ripescare un libro che mi aveva molto incuriosito. Non ricordavo che fosse così complesso e documentato. Il punto di svolta, di Fritjof Capra, fisico teorico, ricercatore in fisica delle alte energie e filosofo. La cosa veramente carina, è che non sapevo se proporvi questo o Mente e natura, di G. Bateson, scoperto da poco e letto solo in parte.
Poi, mentre scorro il retro di copertina del Punto di svolta, leggo che tra le opere di Capra figura un Conversazioni con G. Bateson e altri.

In fondo è come far parte di un club.
Sapete quando Cristo diceva “Chi ha orecchie per intendere intenda!” E per volare un po' più basso pensate a Francesco Guccini “...è difficile capire, è difficile spiegare, se non hai capito già”.
Ognuno di noi ha ottimi motivi per capire alcune cose e per non capirne altre. E così si fa una sua ideologia personale, un'ideologia da tinello, diciamo. Se gli va di culo la condivide con il partner e con gli animali domestici. Per citare di nuovo il Nostro (Guccini) diremo che “...ognuno vive dentro i suoi idealismi, vestiti di sofismi: ognuno costruisce il suo sistema di piccoli rancori irrazionali e dogmi personali...”
Aggiungete quel che dice il più influente linguista dell'ultimo secolo, N. Chomsky: quando ci parliamo, la maggior parte delle volte comprendiamo perché sappiamo già quel che l'altro voleva dire. Sennò è durissima. E' per quello che a volte basta un gesto... fatto, questo, peraltro, tristissimo a pensarci.

F. Guccini - Canzone di notte n. 2

https://www.youtube.com/watch?v=e47yTaDFrLQ

Tornando alle ideologie, io le ho nella più alta considerazione. E questo non vuol dire che poi uno le debba seguire come fossero le istruzioni di un telefonino, quella è idiozia e con le ideologie non ha molto a che vedere.
Sono molto diverse le une dalle altre, le ideologie, al contrario di come ha postulato la vulgata degli ultimi anni. Un fascista e un comunista in comune hanno appunto solo l'ista e se si seguissero certi principi bisognerebbe farne un sol fascio anche con i fioristi e con i baristi. Per quanto trovi che i baristi condividano una certa loro propria ideologia...

Il punto di svolta c'entra con le ideologie, ad esempio perché cita Marx e ci informa che “tutte le scienze sociali sono ideologie camuffate”, e tra loro anche l'economia.
Insomma, non so se avete letto il mio articoletto precedente ma non è facile “saltare fuori dal sistema” per stabilire come vanno veramente le cose, anche a livello economico.

Il libro di Bateson, Mente e natura, ci interessa altresì, proprio perché il suo primo capitolo inizia così “La scienza, come l'arte, la religione, il commercio, la guerra e anche il sonno, è basata su presupposti”. I presupposti assomigliano molto ad un'ideologia e la sola cosa fondamentale è quella di ammettere che non sono per nulla fissi o immutabili.
(Tutto questo ci riporta un po' a quella ricerca dei fondamenti filosofici che ho iniziato alcuni paragrafi or sono).

Se l'economia è un ideologia camuffata molti conti tornano. Noi dovremmo aver chiare e visibili le ideologie, i presupposti che informano le nostre scelte e quelle dei governi e degli altri potentati, che sarebbero così criticabili e discutibili.

Invece è rimasta solo l'economia a guidarci, come mito residuale di un'oggettività che è in realtà un'ideologia irrigidita su concetti puerili e vecchi di trecento anni sui quali nel tempo si sono costruite le peggiori violenze e infamie che un Dio potesse immaginare per noi.
Da trent'anni, messe ormai definitivamente in secondo piano solidarietà, bellezza, equilibrio e intelligenza si persegue in modo affannoso la crescita economica: con il risultato paradossale che a livello globale proprio l'economia reale è ridotta a un mostro disorganico, violento e inefficiente.

Il punto di svolta prevedeva questo. Era il 1982.

Il pensiero economico, il lavoro degli economisti in quanto oggetto intellettuale, fabbrica ideologica, sembra continui e produca frutti nuovi e interessanti. Dall'enciclopedia del pensiero filosofico e scientifico di Ludovico Geymonat estraiamo un pensiero relativo alla ricerca economica: “La ricerca del rigore e della generalità è stata e resta una molla fondamentale nel procedere della ricerca scientifica. Ma se un tale atteggiamento viene spinto troppo avanti, vi è il rischio che, per questa via, non si ottenga maggiore informazione ma solo maggiore complicazione. Si tratta forse già di qualcosa di più di un rischio, a leggere molti lavori che vengono pubblicati nelle riviste specializzate.
Per fortuna vi è anche una tendenza che va nella direzione opposta... i fisici sono abituati da tempo alla coesistenza di rappresentazioni incompatibili dello stesso fenomeno...”

E sulla parola coesistenza vorrei chiudere.

MONTY PYTHON - Quiz show

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