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MUSICOTERAPIA PREVENTIVA

LUIGI TENCO - Cara maestra

https://www.youtube.com/watch?v=lres9f2HMls

 

Parole chiave per la ricerca: musicoterapia, pensiero creativo, canzoni, motivazione, collaborazione, traffico congestionato, barche lussuose capovolte, focaccia, caffè.

 

Cos'è la musicoterapia preventiva?

Ne cercherò una definizione alla prima occasione, che sia rispettabile e possibilmente blasonata.

Sono quasi sicuro che ha molto a che fare con l'esperienza di cui vi voglio parlare.

 

Finalmente parlo di un'attività concreta (per quanto possa essere concreto il passato che, diceva Sant'Agostino, non esiste più). E' concreta perché molte persone ne portano traccia nella memoria e queste tracce hanno punti in comune. La concretezza e la condivisione sono forse la stessa cosa.

Sto divagando.

 

La vicenda ha luogo in un Liceo di una località imprecisata, una città né grossa né piccolissima. In un liceo i ragazzi imparano un sacco di cose belle e interessanti. Si formano.

Io non sono molto esperto dell'arte didattica e quindi cercherò di non addentrarmi in quella più di un po'.

Da studente di tutti i gradi e di Università, di tecnica chitarristica, di improvvisazione e di musicoterapia ho assistito alle peripezie di molti insegnanti. Mi sono trovato anche un poco in quel ruolo con alterne fortune, da volontario e per lezioni private. L'istinto mi porta a dire che il lavoro di apprendimento è un lavoro attivo che fa lo studente. L'insegnante ha il compito di mettere lo studente in una condizione tale per cui lo prenda una voglia smaniosa di apprendere. Deve corromperlo, fargli credere cose assurde, tipo che saper tutto di fisica statica o di grammatica francese gli permetterà di vivere felice e di avere immani soddisfazioni. E' ovvio che non è così.

 

Se è senz'altro vero che la conoscenza permette di accedere ad una qualche felicità bisogna tener sempre in mente che, come ci viene ricordato nel film "Il piacere" di Max Ophlus, la felicità non è allegra. E per quanto riguarda le soddisfazioni, queste passano per tutt'altri canali e trucchi, che la conoscenza l'abbiate o meno.

La conoscenza non è saggezza, che non è amore, che non è musica, questo ormai lo sappiamo.

Ma saltiamo alla fine di tutto.

MAX OPHLUS - La ronde

https://www.youtube.com/watch?v=kZqZqHOJ3U0

 

C’è la cittadina, assai ridente, fatta eccezione per il traffico assurdo e congestionato, per i disastri dovuti alle zampate climatiche che l’hanno disseminata di relitti di orribili panfili di plastica, per i cantieri interminabili e sempre uguali a sé stessi in cui si costruisce un futuro nel quale finalmente, si spera, ci si occuperà un po’ del presente.

Comunque la cittadina se la ride, senza un motivo evidente. Dentro la cittadina c’è un teatro, molto bello. Un teatro del passato con tutte le sue seggioline imbottite, rosa confetto.

E qui si svolge quella che a un osservatore esterno appare come la recita scolastica delle classi prima e seconda B del liceo citato.

Mi è rimasta l’immagine degli studenti delle due classi che cantano e improvvisano un “trenino” sul palco, al termine delle rappresentazioni.

Io sto suonando sulla chitarra l’immortale e assoluto “Giro di do” in tutta la sua iconica grandezza. La canzone è “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri. Mi sorprendo a rivalutarla…

E’ difficile dire delle impressioni del pubblico e poi il pubblico ha tante teste e cambia idea facilmente.

Però è evidente che gli studenti si stanno divertendo: alla fine tutto è andato come era stato pianificato e al nervosismo disordinato delle prove si è sostituita un’efficienza sorprendente, svizzera.

 

Una cosa che va sottolineata è che quello che ha sostenuto la struttura dello spettacolo, che conteneva testi di grande intensità, gag divertenti, lavori di coordinamento per le scene, le luci e i suoni, è stata senz’altro la musica: le canzoni.

Le due rappresentazioni avevano la forma di “musical”. Quattro o cinque canzoni scelte dal repertorio moderno sono state inserite in due testi originali.

Ma in cosa questa recita scolastica si collegava all’idea di Musicoterapia Preventiva da cui siamo partiti?

Per trovare una definizione di Musicoterapia preventiva, dopo una lotta con Google, sono ricorso alla bibliografia anglosassone, strategia spesso vincente. Da un “International Dictionary of Music Therapy” (Kevin Kirkland) prendo una definizione che mi piace: “La musicoterapia preventiva è una terapia basata sulle necessità (needs) e non sui deficit”. E’ sottile, necessita di interpretazione. Quindi mi piace.

 

Questi studenti non avevano alcun deficit. Ci siamo domandati di cosa mai potessero aver quindi bisogno, il tutor ed io, e la risposta è stata: motivazione personale. Per non lasciare la parola “motivazione” sospesa nel vuoto (parola ambigua e sospetta quant’altre mai) le mettiamo vicino quel “personale” a significare che si trattava di dare agli studenti uno spazio il più possibile “Neutro” in cui potessero esprimere le proprie emozioni, competenze e gusti musicali in modo aperto, libero.

Il modello che abbiamo proposto loro era quindi un contenitore vuoto che prevedeva un obiettivo, la rappresentazione, delineata come combinazione libera di testi e canzoni, e una scaletta di massima per la definizione dei tempi di realizzazione.

Le classi si sono auto organizzate in “Compagnie teatrali” con ruoli di canto, recitazione, regia, scenografia etc, e tutto si è svolto nella più completa autogestione. Il tutor ed io siamo intervenuti per coordinare in alcuni momenti e in piccole altre attività di servizio, soprattutto per motivi di tempo.

Quindi Musicoterapia, in forma di recita scolastica, perché tutto: i temi di base, la forma, i ruoli, i testi, le canzoni, il registro espressivo, sono stati inventati dagli studenti o al limite scelti da loro da quanto esisteva nella realtà circostante, con un intento terapeutico definito.

Il processo è stato divertente ma ha comportato anche nervosismo, tensioni e confronti molto accesi. Penso significhi che è stato preso con grande serietà e che rappresentava per i protagonisti un modo di mettere in funzione la propria “motivazione personale” con serietà ma alla fine anche con ironia.

 

Quello che speriamo è che attraverso l’esperienza diretta di questa modalità di azione gli studenti siano capaci di affrontare con maggiore indipendenza di pensiero e determinazione, ma anche con apertura alla collaborazione, anche altri compiti e difficoltà.

Penso che questo tipo di attività, che in fondo vediamo spesso declinata in modi similari nelle scuole statunitensi che appaiono nei film e nelle serie televisive, possa avere un ruolo importante nella scuola secondaria laddove non invada, ovviamente, lo spazio di apprendimento convenzionale, che penso sia sempre la base di una formazione superiore, e lo integri in modo equilibrato.

RICCHI E POVERI - Sarà perché ti amo

https://www.youtube.com/watch?v=tETtqRM51oI

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