Blog

TENTATIVO 1 - CAPITOLO Settimo

BIG BILL BROONZY - Glory of love

https://www.youtube.com/watch?v=XHH-jmj7DJQ

 

Magdalena entrò per prima, sorridente, vestita con semplicità e ostentando la torta di mele. Don Luigi aveva una bottiglia in ciascuna mano e la seguiva.

“Dove metto il capolavoro di Luigino?”

“La metta sulla credenza...”

“Non vorrai darmi del lei!? A proposito, come ti posso chiamare?”

Le disse il suo nome e le strinse la mano.

“Mmm...” Lei lo stava assaporando. “E' una bella responsibilità!” Lo guardò allegra “E poi io lo sapevo già naturalmente...”

Una donna con tutti i controvelacci, pensò, perché non riuscì nemmeno a formulare tra sé un'espressione sensata. Lo sguardo di Magdalena brillava di intelligenza di purezza analitica, 99,99%. I controvelacci... patetico. Le donne intelligenti lo uccidevano, lo seducevano, lo mandavano nel pallone, lo perforavano e lo svuotavano. Le altre erano inutili.

 

Don Luigi si era già versato del vino e li osservava divertito “Bevete?”

 

“C'è una cosa nell'acqua...” disse lei tranquilla “una medusa?”

Lo stava sfottendo. Era deliziosa.

“Ah... no, è che volevo fare la Vichy...”

Magdalena ora rideva proprio “In genere ha tutto un altro aspetto... tu sei chimico no?”

“Si, lavoro con la chimica e per la prossima volta gliela... te la farò io la Vichy, con le mie manine, con acidi e bicarbonati purissimi, è una promessa!”

“E io ti prendo in parola. Salute!”

 

Ci fu il rito del sale, dell'ebullioscopia, del saggio di cottura, del condimento e tutto: finalmente si disposero a stiparsi le facce di tagliatelle.

“Posso chiederti cosa fai di bello nella vita Magdalena?”

“Magda va bene, se vuoi... vedi tu. Intanto ho un figlio e quella è già una bella seccatura!” Don Luigi era imperturbato e masticante.

“Sono anch’io nella chimica… immersa fino al collo. Ma non sono un tecnico, non più. Sono direttrice del marketing in una multinazionale fin troppo grande.”

Clic. La sua mente fece un re-set. La persona di fronte a lui era mutata. La confrontò con il ricordo di trenta secondi prima. Era come esplosa, c’erano più persone… Una ragazza in due. Era una canzone degli anni ‘60 che, in primo luogo, non c’entrava niente.

Adesso era molto imbarazzato, si era immaginato una qualche intellettuale mancata appena di misura, una donna brillante ma spezzata con cui condividere l’ennui di vivere in un mondo in agonia… fosse stata almeno una collega ricercatrice o analista avrebbero parlato di molecole!

 

Magda mangiava di gusto. Quel viso dai tratti forti eppure dolcissimi (ma com’era possibile?) di una simmetria morbida ma ribelle alle convenzioni, in cui gli occhi sicuri e leggermente piegati all’ingiù erano specchi mobilissimi, si trasfigurò in malìa affascinante e temibile.

Marketing, cazzo, pensava! Tutto ma non il marketing!

Perfino la logistica poteva andare, son solo servi che si affannano a eseguire degli ordini e con un servo si trova sempre un punto di contatto. La produzione… la produzione è virile e l’intelligenza vi si esercita nella forma più rapida e precisa, pratica, essenziale.

Sarebbe stato accettabile anche un direttore di alto rango, di quelli persi in un ramo dell’organigramma che nessuno sa più a cosa attribuire… che vengono riscoperti solo sulle liste dei pacchi natalizi.

Ma non il marketing, la Gestapo del commercialismo d’avanguardia, il motore del delirio, i sottocolonnelli maggiori della conquista della mente del popolo…

 

Non è che pensasse questo in modo esplicito, per lui era come un brivido che era transitato lungo le vie piramidali ed extra-piramidali. Ad alcuni succede quando vedono una chiazza di vomito di ubriaco proprio dove stavano per sedersi.

 

Lei lo guardò, quasi materna “Forse stai pensando che sono un’ignobile serva del sistema…”

 

Il suo cervello capì che non era neppure il caso di resettare… il gioco era al massacro e bisognava tirare giù le vele al più presto e andare con gli elementi. Sentì che era già incline a commettere qualunque sciocchezza lei gli avesse ordinato, posto che lo facesse con grazia.

Sorrise a disagio “…serva… è l’ultima parola che mi viene in mente guardandola… no… io non…cioè, guardandoti...”

Lei gli toccò leggermente il braccio “Perdonami, davvero, forse il primo bicchiere mi è andato dritto in testa, sono stata antipatica e non volevo!” L’aveva detto con serietà e leggerezza.

 

Don Luigi si serviva di un secondo piatto di tagliatelle che erano decisamente buonissime e si lasciavano lavare dal rosso dando un rinculo aromatico piacevolissimo.

“Tu non sei per nulla antipatica, proprio per nulla... e quindi: cosa produce la società per cui lavori?” Don Luigi godeva; non solo delle tagliatelle, chiaramente.

“Prodotti per l'agricoltura, pesticidi, anticrittogamici, insetticidi... cose così.” Poi indicò una vecchia confezione di un lumachicida per la lattuga appoggiato sulla libreria “Il Malachin! Lo facevamo noi. Come dice un mio collega ricercatore – E' biologico: le ammazza stecchite -. E tu di cosa ti occupi?”

“Io sono in laboratorio, controllo materie prime. Al mattino mi portano i bottiglini delle commodities che usiamo in produzione e io sbatto tutto nei cromatografi. Alla sera compilo i file con i risultati, sempre uguali, e li spedisco in giro per l'azienda. E' il lavoro ideale, malpagato e non ti accorgi nemmeno di farlo. Il tecnico che lavora con me è impagliato.”

“Ma cosa producete?”

“L'ho quasi dimenticato... monomeri di qualche tipo che servono a far polimeri vari che poi vanno in certe fibre. Credo ci facciano le scarpe ma i cinesi ora le fanno meglio e più economiche e io chiedo sempre ai miei capi: ma perché cazzo non le lasciate fare ai cinesi? Noi siamo poeti, navigatori e santi! Giusto padre?”

“Io posso certificare per i santi. Ma anche per i poeti, in fondo – T'amo pio bove, e mite un sentimento...”

Lei lo guardava divertita “Ho come la sensazione che se ti offrissi un ruolo esecutivo con uno stipendio da capogiro tu me lo risbatteresti sul muso: tu sei veramente comunista! Ha ragione Luigino!”

“Non sarai qui per parlare d'affari... sarei costretto, pur con il gelo nel cuore, a mostrarti la via dell'uscio...”

“Dell'uscio?” Lei sfoderò una faccetta micidiale. “Mi farebbe ciò? Una donna nella notte, con il lupo e l'orso... e chissà quali altri mostri”.

“Se non altro nella zona non sono stati avvistati manager da almeno vent'anni. Tutti qua si fidano a fare uscire di nuovo i bambini da soli!”

Magda rideva mentre il sugo le colava giù per il mento. Se la sarebbe mangiata con tutti i blue-jeans.

Invece si limitò a chiedere “Come mai il padre del bambino non è qui... se... insomma, non so bene come formulare la domanda.”

“Perché non è facile e tu sei un uomo sensibile, mi sembra. Un comunista dal cuore tenero, un po' come quel poster di Che Guevara che andava tanto di moda...”

“Beh... lasciamo in pace i santi, per l'appunto...”

“Non credo sia nemmeno stato beatificato, fin qui” disse serio Don Luigi.

“...hai ragione, sono stata di nuovo impertinente. Ma io vivo in un mondo molto duro e ...” Era seria e riprese subito. “Non ho la più pallida idea di dove, chi e cosa sia il padre biologico. E quanto a mio marito, grazie a dio, non è più mio marito. Abbiamo adottato Aleksej e praticamente ci siamo separati nel momento in cui lui è arrivato in Italia dalla Russia. Ha lasciato il freddo della Siberia per venire diritto in un casino.” Fece una pausa. “E' una sintesi. Ho anche una versione più lunga me te la risparmio.”

Nel silenzio tutti cercavano uno stratagemma per rimettere le cose su un registro più allegro...

 

Lui si alzò “Ho preparato anch'io due specialità della mamma: il polpettone di fagiolini e la torta di bietole.”

“Sei anche vegetariano?” Chiese lei.

“In che senso -anche-?”

“Dico comunista “e” vegetariano?”

“Sì, cioè no... io mangio saltuariamente la carne ma solo se posso condividerla con i proletari di tutto il mondo. L'operazione in genere è così lunga che rinuncio e mangio solo il contorno”.

“Anche Luigino era un po' comunista quando l'ho conosciuto. Ci sono anche i preti comunisti sai...”

Don Luigi aveva gli occhi fissi sul polpettone... “No, non ci sono preti comunisti. E' solo una faccenda di marketing. E' per certi settori di mercato, giovani e drogati per lo più...”

“Smettila Luigi” disse lei “dici cose che non pensi solo perché hai bevuto e vuoi fare lo spiritoso. Quando ti ho conosciuto avevamo diciott'anni, circa trenta or sono, a spanne, e tu te ne andavi sulle barricate a urlare contro i poliziotti...”

“Sì, sono andato in qualche corteo e poi mi hanno chiesto cosa mi piaceva di più fare: il prete o i cortei?”

“Comunque l'ho conosciuto lì. Era bellissimo e appassionato e mi sono innamorata appena l'ho urtato... perché gli sono proprio andata dentro. C'era un gran casino. Era un bel po' che cercavo di urtarlo!”

“Ma allora siamo tutti comunisti qui!” Disse lui ridacchiando. Si udì un tuono, lontano, un temporale remotissimo.

“Il luogo comune vuole che i giovani siano rivoluzionari e i vecchi conservatori. Ma è chiaramente una menzogna ad uso dei voltagabbana.” Disse il prete.

 

Lui guardava Magdalena, affascinato, come si guardano certe composizioni surrealiste che ci si offrono rivelandoci la profondità dell'universo e prendendoci totalmente di sorpresa.

Poi nella mente ricomparve lei, inattesa, dal niente e sparì. Pensò a Bianca, la donna del suo racconto e si rese conto che per quanto l'avesse pensata bella non reggeva il confronto. Bianca era una di quelle donne con gli occhi penetranti, neri e il muso un po' da furetto. E nel genere era senz'altro esemplare di rango. Ma forse doveva ripensarla.

Si riscosse e cercò di ascoltare quel che Magda diceva.

“... io andavo ai cortei perché ci andavamo tutti. E perché si incontravano uomini interessanti. E poi mi sono innamorata di Luigi e ho fatto voto di castità.”

Don Luigi si limitò a storcere la bocca.

“Gli altri per me non contano, sono passatempi. E Luigi è integerrimo. O impotente, non l'ho mai capito!”

Il prete era impassibile ma lo guardò con un velo di complicità “Fa qualche differenza?”

Anche lui rimandò lo sguardo complice “Lei doveva essere veramente un fenomeno in seminario, padre!”.

BIG BILL BROONZY - Black, brown and white

https://www.youtube.com/watch?v=k0c1c0ZsTLA

ALIRIO DIAZ - Recuerdo de Alhambra

https://www.youtube.com/watch?v=67_UEm2utbU