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The WIngs - Give Ireland back to the Irish

https://www.youtube.com/watch?v=C4OlM0lPqcE

Appartenenza e libertà. Realtà e finzione. 

Da più di un anno non andavo in vacanza. E' già vacanza 36 ore? I grilli hanno dato il cambio alle cicale. 

Solo.

Ho raccolto fiori di campo, nelle loro sfumature di azzurro, indaco e violetto. E una margherita e un'ombrellifera, un Daucus direi.

La valle è immensa, di prati da sfalcio: è il crepuscolo e la terra, dilavata da un ruggio al bordo della strada è rossa. Solo due case, due aziende agricole nell'immensa conca, tra le montagne coperte da chiazze di bosco, di conifere e arbusti. Le querce son tutte malate, una specie di rogna bianca.

La nuvola a occàso è rosa aranciata, accesa di luce contro l'azzurro. La casa più in là si confonde in un cielo di blu e viola scuro.

Ho messo i fiori raccolti in un bicchiere, otto o nove moncherini.

Realtà e finzione: ho riascoltato per caso dei frammenti di dialogo de “La rosa purpurea del Cairo”, il film di Woody Allen.

Chi vive nella realtà, dice un personaggio del film, vorrebbe vivere la finzione del film e i personaggi del film desiderano la libertà: la realtà. 

Sulla mia minuscola casina passa un aeroplano, nel cielo. Lo sento fischiare sopra il tetto come in Azzurro di Paolo Conte. E' un richiamo lontano di un vortice greve e arrogante, della meravigliosa tecnologia sprecata.

Le mucche hanno smesso i loro radi lamenti. Anche i cani stan tranquilli, salvo latrare nel nulla a lunghissimi intervalli.

Mood INDIGO (Umore indaco) - Duke Ellington

https://www.youtube.com/watch?v=x02lJ023tJ4

Io appartengo a questa terra rossa e a quell'aeroplano di metallo raffinato dalla roccia, a costo di mille tormenti.

Io non sono libero eppur non sento di appartenere se non al dolore del mio stomaco. Non sono libero ma nel sentiero del bosco posso contemplare la libertà nella strada non imboccata al bivio, durante il cammino di andata.

La libertà è in tutto quel che abbiamo smarrito, perduto. 

Queste riflessioni nascono anche da pensieri che ci avevano già impensierito qui, e da una constatazione ulteriore. Se realtà è parola che davvero ci serve a qualcosa, che cosa indichiamo con essa?

Avevo scritto per celia che chi ci esorta ad essere realisti spesso sta per scappare con la cassa. Ho fatto caso in questi giorni che, nei discorsi di quelli che più io spregio, la parola realtà è spesso la chiave di tutta la sintassi. Io li spregio, questi bofonchioni, per un fatto di stile, estetico innanzi tutto. Non ho dati statistici a sostenermi nei mie sproloqui.

Io non ho tempo per queste cose, io mi occupo di cose reali, le fandonie non mi interessano!” 

E' buffo pensare che una fandonia non sia “reale”. Tutto quel che Dio manda sotto il sole è reale. Oppure non lo è nulla che non colpisca i nostri sensi in quel momento, in QUESTO momento.

Napoleone non è reale, il biossido di azoto non è reale, i topi sono un'ipotesi.

E' un sofisma, forse, ma lo è anche quello di delimitare a nostro piacere la realtà dalla non-realtà al solo scopo di imporre una nostra linea di pensiero senza alcun migliore argomento.

La realtà per me, continua ad essere quel calcio nel naso, quel qui ed ora che non ci chiede nessun parere. Il resto, treni super-veloci, cibi sani e biologici, santi e madonne, coppe dei campioni e finanziamenti illeciti son solo una malattia del mio tessuto cerebrale. La guarigione sarà lenta ma con il tempo e con la paglia...

Il crepuscolo mi ha riportato indietro.

Abbiamo appena cenato nella nostra casetta di campagna e io e mia madre andiamo a fare una passeggiata, in questa stessa luce che c'è stasera. E' appena iniziata l'estate: un sogno lungo quattro mesi (a sette anni quattro mesi son così lunghi che non ne vedi la fine). Andiamo alla trattoria dell'Assunta (l'ostessa si chiamava proprio così) e mia madre mi concede un vizio di una certa importanza: un chewing-gum di quelli rosa con dentro i dollari di Paperopoli. Sono quasi sicuro che sia successo. Ma non ne ho le prove.

https://www.youtube.com/watch?v=jkBTEUbSo6c

Backward country boy blues - Duke Ellington

 

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