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LA LETTURA E LA SPERANZA

https://www.youtube.com/watch?v=-iVgONy8kMY&list=RDKIMkmbxwpco&index=8

Nell'aria un po' grigia il vento si alza a folate irregolari, sono ore che sembra debba piovere. Si vede una casa gialla e si sente abbaiare in lontananza.

Non sta andando: e non sta tornando. Le scarpe tengono botta.

Sarà presto buio e potrebbe buttarsi a dormire lì ma vorrebbe arrivare stasera alla casa, chiedere un riparo. Nessuno lo fa entrare, mai. Ma se c'è un pollaio, una stalla o una baracca del carro, degli attrezzi, di solito lo lasciano stare. Al mattino qualche vecchia donna gli ha dato zuppa o pane secco. Nella sua borsa ci sono due mele e gli abiti che laverà nel torrente.

Una tettoia è più di quanto si creda, poi si riesce ad arrangiarsi se il terreno non è umido, bagnato. 

Nella borsa ha anche un libro. L'unico rimasto. Lo sfoglia a volte e a fatica legge venti, trenta righe. 

Il cane abbaia sempre più forte, ci si vede appena e si sente che non lontano sta già piovendo. L'uomo apre la porta per vedere chi bussa, nel crepuscolo, in quel deserto. E' tranquillo e questo è un po' assurdo. Da dentro una donna giovane:"E' il dottore?". L'uomo continua a guardarlo tranquillo. Avrà 50 o 60 anni, è alto e robusto e ha mani molto forti. "No. Non è il dottore". 

"Buonasera," dice lui "ho camminato tutto il giorno, avete un riparo qualunque in cui io possa dormire stanotte, una baracca, una tettoia?"

L'uomo continua a guardarlo. Hanno molto tempo. Entrambi. La voce della donna risuona di nuovo improvvisa: è un gridolino, altissimo che poi si scioglie in una risata. "Aaah.. dagliele sode! Il deeeeemonio! IL DDEE...MMoooo... IL...." Silenzio. "Ha le corna?"

L'uomo lo guarda, sempre tranquillo: "Mia figlia Isabella è pazza." Lo ha detto come a rimarcare che non sono fatti suoi, e che nessuno lo costringe a stare lì.

La donna grida, e poi ripete molte volte senza enfasi: "Il dottore ha le corna! Il dottore ha le corna... "

https://www.youtube.com/watch?v=Cv9NSR-2DwM Moanin' Art Blakey and the J.M.

"Se vuole può dormire nel fienile qui dietro". 

Un fienile! Era più di quanto avesse sperato. Si inchinò e ringraziò. Disse che se era possibile avrebbe volentieri fatto qualcosa il giorno dopo: se c'era qualche lavoro si sarebbe volentieri prestato per ripagare l'ospitalità. L'uomo rispose con un gesto della mano come a dire che erano stupidaggini. Poi però ci penso su e disse che chissà, forse qualcosa gli sarebbe venuto in mente.

Il fienile era abbastanza grande e pieno a metà. Non c'era molto più che il fieno e una specie di soppalco al quale si saliva per una scala a pioli di legno. Appesa accanto alla porta c'era una lanterna a petrolio. C'era anche una specie di acciarino e non fu difficile accenderla. Gli spiaceva di usarla ma la tentazione di leggere in quel lusso fu troppo grande. Si arrampicò e si aggiustò un giaciglio. In un angolo si spogliò e si sfregò un po' con la paglia pulita.

Si rivestì e si distese. Quasi si addormentò immediatamente ma poi si riscosse. 

Dalla casa giungeva isolato un urlo ogni tanto, non aveva visto la donna ma pensava che fosse giovane e, chissà perché molto bella. L'uomo aveva bei lineamenti e un fisico asciutto e nervoso. 

Aprì il libro a caso. Non aveva più copertina... lesse "Chiamiamo follia quella malattia degli organi del cervello... (Nota: dal Dictionnaire philosophique, Voltaire)... I problemi della follia si aggirano attorno alla materialità dell'anima."

Si accorse che il fienile aveva, all'interno della porta di legno che si apriva verso l'esterno, una specie di cancello, due ante, due inferriate che si potevano chiudere sigillandolo. Non aveva molto senso un cancello così per custodire la paglia.

Andò a un'altra pagina "Ed ecco che cosa apprende: quell'uomo aveva portato il figlio a fare il bagno, e questi era annegato. Da allora il padre era considerato responsabile della morte del figlio."

Era riuscito a scappare da Saint Augustine in modo rocambolesco e fortunoso e aveva portato con sé quel libro che il Direttore gli aveva dato personalmente poiché lo reputava intelligente e meritevole.

https://www.youtube.com/watch?v=l24FZCmtY0Q MINGUS. Fables of Fabus

Dopo trent'anni passati negli stanzoni di quel manicomio si era abituato agli odori e al cibo. Ma poi un terremoto aveva leso in modo leggero il muro della mensa. Con in mano due o tre libri, e nell'agitazione generale si era trovato fuori e istintivamente si era allontanato sempre più. All'inizio era stupito che non lo avessero ripreso rapidamente.

Ora non sapeva più dov'era né quanto tempo fosse passato esattamente. Anche le finestrine del fienile avevano solide griglie. Ebbe un brivido che gli sollevò il pelo delle braccia. Ma era stanchissimo e pensò che avrebbe meditato  su quanto aveva letto: sulla materialità dell'anima e sulle morti dei figli e le colpe dei padri. Spense la lampada e si addormentò.

Alla mattina la luce del sole entrò fortissima in uno splendore che seguiva la pioggia di tutta una notte. Uscì e la campagna era verdissima e sconfinata. Doveva essere l'unica casa di quella pianura meravigliosa. L'uomo era davanti a casa e gettava granone alle galline.

https://www.youtube.com/watch?v=5m2HN2y0yV8 EQUINOX

"Buongiorno!" Disse, ma l'uomo non rispose subito. "Io prendo le mie cose e me ne vado... "

"Non aveva detto che voleva lavorare?" 

"Ah... sì, certamente, qualunque cosa!"

"Allora vada dentro a fare colazione. C'è mia figlia ma adesso è calma. Le darà lei. E comunque è calma ma la conversazione non è granché, l'avverto."

Andò dentro, e la casa era accogliente ma allo stesso tempo c'era un grande disordine... eppure sembrava un disordine controllato, come esplosioni di colore successive... "

Isabella era bionda, snella con una pelle bianchissima e gli occhi grigi di bestia selvatica. Non disse nulla ma tiro fuori un brocca e del pane. Pane, latte e lardo. Lui mangiò mentre Isabella seduta lì accanto lo guardava fissa, come un cane guarda il padrone. Poi lui uscì e chiese da dove doveva cominciare. L'uomo lo guardò e poi respirò a fondo.

"Tu vieni dalla città, vero? Anche se sei così un po' messo male... si capisce da come parli. Sei un uomo istruito". Lui rimase molto stupito.

L'uomo riprese. "Il dottore dice che per Isabella non si può fare nulla. Ogni tanto mi porta delle polveri che un po' la calmano. E allora io chiedo a tutti quelli che passano di qui se possono fare qualcosa: contadini, calzolai... non è che passi molta gente, sai. Qualunque cosa va bene. Tu cosa puoi fare per lei?"

https://www.youtube.com/watch?v=zdDhinO58ss ALONE TOGETHER (Chet Baker)

Lui non poteva fare nulla. Lui aveva pensato di poter fare qualcosa per gli altri. Ma lui era un pazzo. O lo era stato? Chiese: "Ma è sempre stata così?" L'uomo scoppiò a piangere. Si riprese a fatica:" No. E'... è che c'era questo concime. Insomma io ho voluto usarlo. Eppure lo sapevo. No... non è che lo sapevo però qualcuno lo diceva che c'era il mercurio o chissà cosa... e io non volevo che lei lo mangiasse, il raccolto doveva star lì un po' ma poi giocando, non so. Una mattina, le cadevano i capelli e poi rideva e poi..." Riprese a piangere piano. "In molti se ne andarono da qui allora, ci furono molti guai... ".

Allora lui disse: "Io potrei... parlarle. Ma forse dovrei fermarmi qualche giorno. Diciamo una settimana." L'uomo era inespressivo. Alla fine annuì.

"Comincerò domani, disse lui. Oggi voglio aiutarti col lavoro."

Alla sera nel fienile riaprì il suo libro e lesse: "Esistono gesti ossessivi che ancor oggi suonano come vecchi rituali magici, insiemi deliranti che sono posti nella stessa luce di antiche illuminazioni religiose". Il sonno lo finì quasi subito.

Era seduto nella cucina, da cui Isabella non usciva mai e aveva terminato la colazione. Come il giorno prima lei lo guardava. L'aveva sentita urlare nel cuore della notte, molto forte. Adesso era tranquilla, con un espressione come se stesse cercando di ricordare dove lo aveva visto. Lui non sapeva cosa dire. Attese. Poi lei si alzò e gli si andò a sedere in grembo. Lui cercò di alzarsi ma lei si era attaccata con forza. Allora lui si limitò ad accarezzarla sul capo per un po'. Dopo un'ora, o un tempo lunghissimo, Isabella si alzò e andò al lavello. Lui approfittò per uscire. Si sedette sulla soglia per un po'. Poi si mise a cercare l'uomo. Cercò prima lì attorno e poi nel fienile e poi sempre più distante. Quando giunse al canale di irrigazione vide i vestiti dell'uomo ben piegati accanto alle scarpe sulla riva.

Tornò alla casa, ed era ormai mezzogiorno. Isabella era sulla porta e aveva un'aria tranquilla. Con voce allegra gli chiese "Cosa vuoi per pranzo, papà?"

 https://www.youtube.com/watch?v=2ymkBEhdHBE (Birds - EIGHT MILES HIGH)

 

 

 

Commenti   

0 #1 Ale 2019-06-06 21:46
:roll: se un fienile ha le sbarre...
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