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07/04/2019

 

Carlo Brogo guarda il foglio colorato, e scorre le immagini mentre porta il pappone di pasta di granchio alla bocca. Una robba gialla che chiamavano tra loro pasta di granchio, tra loro addetti al binario 8.

 

Il giovedì si mangia pesce. La pappa sapeva di pesce.

Il foglio di quel giorno elencava le offerte del giorno a seguire dello Spaccio Centrale. Sugo verde, in tubetti grossi: 2000 Euro. Chiodi, buste da cento: 2000 Euro. Ma i chiodi fanno la ruggine, e non saprebbe cosa appenderci.

Comunque tutto costava 2000 Euro. Era stato per semplificare. Non si facevano prezzi in funzione della merce, ma merci in funzione del prezzo e questo aveva reso tutto più pratico. Allo spaccio c'era una grande pulsantiera: si premeva il pulsante con la propria foto e poi il pulsantone con su scritto “2000 Euro” tante volte quanti erano gli oggetti acquistati.

Tutto si ritirava dallo stesso sportellone insieme al foglio delle offerte che conteneva anche un po' di attualità. Oggi c'è una grande foto di un uomo, molto elegante, con una didascalia che recita “E pensare che lo credevano scomparso!!! Lo hanno fotografato proprio ieri al largo delle isole Tremiti con un piccolo anticipo è possibile ma poi il giudice l'ha condannata a 10 mesi e piovaschi sulle restanti regioni.”

 

Finita la pasta di granchio beve una sorsata di “Acqua delle sorgenti del Monte Zeus”. Liscia.

Allo spaccio c'era da scegliere tra la “Monte Zeus” e la “Monte Zeus++”. Entrambe costavano ovviamente 2000 Euro ma la bottiglia della “++” è la metà. Mezza unità volumetrica.

Si sa che questa seconda bevanda ha proprietà speciali ma nessuno sa benissimo quali. L'etichetta della bottiglia è rossa, invece che blu, e sopra c'è scritto: “ZEUS ++: perché accontentarsi di un'acqua qualunque? (Ha proprietà speciali)”. Molti la ritengono irrinunciabile. L'addetto che siede al banco accanto al suo, l'addetto dei controdadi a motore, non riesce più a digerire se beve la Zeus normale.

 

Finito il pasto dell'ora mezza (il giorno è scandito da tre rintocchi: sveglia, mezza, sera) va a stendere i suoi panni sul filo spinato. Il filo spinato è di un acciaio inossidabile e splendente e lui si incanta a guardarlo, è di una fattura meravigliosa, avanzata, pensato per resistere e ferire le carni in modo efficace e profondo. Ah, come vorrebbe aver inventato lui un simile prodigio. L'uomo che lo aveva pensato doveva avere moltissimi crediti e poteva probabilmente schiacciare il pulsantone allo Spaccio fino a rompersi il dito e mangiare le più deliziose pappe di glutammato fino a farsi scoppiare le budelle.

 

La sua tuta di Marca “Frank and Zapata” che aveva steso il giorno prima, è asciutta. Il giovedì invece ci si mette la tuta “Fiori di Carmen” a colori vivi. Ogni giorno della settimana era d'obbligo una certa marca di abbigliamento, per non intristirsi, per la varietà.

Mentre tira giù la tuta questa si lacera: straaaaaap!!!! Il meraviglioso baluardo alla difesa lo aveva fottuto ancora una volta. Ma intanto le tute strappate erano di gran moda.

 

Il sindacato aveva chiesto dei fili per stendere ed erano anche stati concessi. Quando erano giunti, spediti da un pianeta vicino con un'astronave interstellare e dopo un viaggio di 27 mesi, si scoprì , aprendo il pacco, che erano stati spediti per errore dei topi vivi per esperimenti scientifici, che in gergo di laboratorio erano chiamati “FI-LI 24”, per via di una mutazione al gene FI-LI, che li faceva assomigliare a dei piatti di polenta e osei.

Il suo collega dei controdadi a motore (amenicoli questi che tra l'altro non si usavano più da quindici anni) insistette che non c'era stato alcun errore e per molti giorni si accanì a stendere i suoi panni sopra i topi balordi. Questi però si scappavano per tutto il campo spaventando le addette alle pulizie che dormivano sempre dietro una pila di vecchi barili.

 

Le addette alle pulizie sporsero una protesta (informale) via codex alla semi-direzione, e minacciarono che, qualora i rodenti-mutanti non fossero stati ingabbiati (o soppressi), sarebbero uscite dal loro nascondiglio e si sarebbero rimesse a spazzare, spolverare e sciaguettare con l'ovvia conseguenza che la Società avrebbe dovuto riprendere a riconoscere loro uno straccio di paga, mentre adesso si limitavano a vivacchiare dietro la pila di barili nessuno-sa-ben-come nella soddisfazione generale.

 

Carlo Brogo, al binario 8, è stato assunto per un periodo limitato di tempo circa 34 anni fa. Tecnicamente è ancora in prova. E' specialista di filologia romanza. Ci sono nozioni che senz'altro gli torneranno utili un domani. I primi tempi aveva anche cercato di capire in cosa consistesse il lavoro del campo e in particolare della sezione Binario 8. Poi si era rotto le palle. Era seguito un periodo di depressione e poi aveva dato di piglio alle droghe che giravano più o meno sottobanco.

C'erano due tipi di droga, polveri bianche, identiche: la Zeus e la Zeus++. Non era riuscito a sentire quelle grandi differenze nella botta. Di fatto la polvere, che andava aspirata con forza nel naso, tendeva a creare un tappo compatto. Ne seguiva un mezzo soffocamento e in genere un vomito a spruzzo, cospicuo e devastante. In effetti tutto questo finiva per creare un vago stordimento.

Anche questo passatempo gli venne presto a noia.

 

Adesso frequentava un corso di meditazione orientale con l'addetto ai controdadi a motore (a lui non era ancora stato assegnato un compito preciso, lo consideravano un po' un tuttofare).

La meditazione era orientale nel senso che si svolgeva nella parte est del campo (era chiamata la parte “EST” perchè c'era un vecchio cartello con una scritta rossa, semiscancellata, di cui rimaneva solo questo laconico residuo “...EST...”. Forse c'era stato scritto “Obbligatoria la vESTe di cotta di maglia”. Si diceva infatti che lì ci fosse il terreno di duello medievale, pratica che era stata proibita per via delle numerose amputazioni ed emorragie molti decenni prima).

 

Adesso, che era stato stabilito che lì si situasse il sol levante, gli altri punti cardinali erano stati fissati di conseguenza, tanto il sole non si vedeva più a causa dei vecchi pannelli solari in disuso che coprivano tutta l'estensione del cielo.

Il santone, per la meditazione, lo faceva l'addetto ai controdadi a motore e lui faceva l'allievo, il discepolo. Le signore delle pulizie non erano volute venire, anzi li schernivano un po' perché erano delle creature basse e materialiste.

Nella sezione Binario 8 c'era un unico altro abitante, l'addetto allo Spaccio Centrale che però forse era morto da tempo. Non osavano spostarlo perché probabilmente rimuovendo il responsabile dall'apparecchiatura questa si sarebbe fermata con le ovvie conseguenze.

 

Si siedono così nella zona destinata agli esercizi spirituali, accanto a un rivolo putrido di scoli del reparto accanto, che striscia sotto la barriera di filo spinato. A volte aromi intensi favoriscono la concentrazione e l'ascesi.

Il Maestro intona l'unico mantra che conosce, che ha trovato in un catalogo di dentrifici indiani del secolo precedente. “AAAhi... AAAAhi... kimali... kimalì... AAAhi... AAAhi kimali... kimalì”.

L'allievo ripete, diligente. Dopo poco entrano in trans, ma stando molto attenti a non accasciarsi nel ruscello marcescente.

La meditazione dura un po'. Poi lentamente, rinfrancati e molto più consapevoli di loro stessi tornano in ufficio dove si buttano sul pagliericcio comune. Chissà, domani forse...

 

 

 

Commenti   

0 #2 Idras 2019-04-09 21:59
Douglas Adams incontra Robert Sheckley
in casa Monty Phyton...
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0 #1 Alessandra consani 2019-04-08 05:27
:cry: g
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