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MEDICINA ALTERNATIVA – Dialogo (tri-a-logo) di Angelo, Irina e Pietro.

Jan Garbarek - Hiliard  E. - Parce Mihi Domine

https://www.youtube.com/watch?v=qfodIWqR0II

Abdullah ibrahim - Allah-O-Akbar

https://www.youtube.com/watch?v=0Ut1bI-btMA

Pietro – A che ora viene Irina con i panini?
Angelo – Alla mezza, se riesce. Tu che panino hai preso?
Pietro – Mozzarella e pomodoro. Tu?
Angelo – Mozzarella e pomodoro, ma con i pomodori di Bombrino.
Pietro – Già...
Angelo – Li fanno maturare molto a lungo senza... sono molto più...
Pietro – Cazzo. E' diventato tutto blu!
Angelo – Cosa è... come blu?
Pietro – Il commutatore. E' tutto blu. Blu... cobalto, sparato.
Angelo – Schiaccia il FRIX. Sennò poi torna. Aspetta dieci minuti.
Pietro – E' tornato. Devo assolutamente immettere le schede dei pastori Wolof prima della pausa. Dopo l'una all'archivio centrale fanno manutenzione.
Angelo – Dice che l'Abate di Bruyere ha messo a punto una cura efficace per la lepronite atopica. Riesce a guarire 90 casi su 100. Non è meraviglioso?
Pietro – Già... E gli altri dieci? E poi chi è che lo dice?
Angelo – Uff... non ti scaldare. Lo dice Irina che lo ha visto all'archivio centrale. E' una cura a base di erbe.
Pietro – E' ovvio. E' un abate e sta nella sua abbazia, di trentadue... beh, insomma, se andasse a comprare l'Aspirina in farmacia e curasse i lepronidi con quella non sarebbe credibile.
Angelo – I casi resistenti o recidivanti, comunque, vengono trasferiti al castello di Winterton e là viene somministrata loro una cura che è specifica per tutti quei mali che non si riesce a trattare altrimenti.
Pietro – Tutti i mali?
Angelo – Tutti. Ma tieni ben presente che è ancora sperimentale. Dice che... dice Irina che si utilizzano combinazioni variabili di riposo, proteine, bagni caldi, scosse elettriche, attività fisica, sedute psico-ipnagogiche, anabolizzanti, catabolizzanti, acido citrico, cellule staminali, molto, molto bicarbonato, anche perché i pasti sono abbondanti, cavalcate su pony all'aria aperta e poi... beh... alla sera si fa allegria, se capisci cosa intendo.
Pietro – Già...
Angelo – Sii sincero: tu non credi alla medicina alternativa!
Pietro – Questo del mio credere e del non credere è un falso problema. E poi io ci credo nelle medicine alternative. Bisogna vedere a cosa sono alternative. Cazzo... mi è diventato viola.
Angelo – Chi?
Pietro – Ma come chi? Il commutatore! Non riuscirò mai a infilare nel coso i maledetti affari qui, gli Wolof del...
Angelo – Ma cos'è Wolof?
Pietro – Ma che... cosa ne so!
Angelo – Hai provato il FRIX?
Pietro – E' trornato.
Angelo – Potenza del FRIX! Tu non credi nemmeno al FRIX, miscredente!
In ogni caso con la versione SISTEMA-3 non avrai più problemi con il commutatore. Entrerà in funzione la settimana prossima.
Pietro – Cominciavo adesso a capirci qualcosa in questa 2 del...
Angelo – Sei il solito pessimista. SISTEMA-3 è molto più semplice e non dovremo più maneggiare schede e dati. Ci limiteremo a controllare che i commutatori siano efficienti.
Pietro - Io? Ma come facciamo?
Angelo – Useremo un algoritmo di livello 4.
Pietro – Già...
Angelo – Tutto sarà più agile e veloce. E con lo stesso stipendio avrai più tempo per stare con i tuoi figli.
Pietro – I miei figli stanno sempre attaccati al play-commuter. Non sanno manco più che faccia ho.
Angelo – Perché sei noioso. Sei un funerale di terza classe. Io quando torno a casa gioco con il play-commuter con loro.
Pietro – A volte penso che tu abbia ragione.
Angelo – Tu sei capace a non credere neppure alla musicoterapia, ad esempio... ecco Irina con i panini, stavo per svenire!

(Irina entra e la distribuzione del cibo sancisce la transizione al sacro tempo della pausa).

Pietro – Stai veramente bene con i capelli più corti Irina...
Irina – Hai già immesso nel sistema i dati relativi agli Wolof?
Pietro – Sì... quasi. Tu sai cos'è la musicoterapia?
Irina – E' un termine che designa discipline differenti e diverse declinazioni di tali discipline. In generale si tratta di pratiche nelle quali il suono e/o la musica vengono impiegati, anche in associazione ad altre forme di relazione e creatività allo scopo di favorire il benessere di un paziente o di favorire altri percorsi terapeutici e di autocoscienza.
Angelo – Pietro non crede a queste cose. Lui crede solo agli antibiotici.
Pietro – No... non è vero. Comunque questo che io creda o non creda è un falso problema. O forse è tutto lì il problema... ? Tu ci credi Irina alla musicoterapia?
Irina – Hai ragione. E' un falso problema. Devo però riportare qui il pensiero degli epistemologi della sezione 25/bis che ritengono che l'intervento, pur infinitesimale, dell'azione qualitativa del “credere”, sempre virgolettato, in precise fasi liminari, sia fondante per l'intero processo.
All'archivio, in ogni caso sono disponibili tutti i dati relativi a trattamenti, durate, esiti, metodi e materiali. E' sufficiente consultarli. Ovviamente disponendo del grado e dei codici di accesso.

(silenzio)

Pietro – Questo taglio di capelli ti fa sembrare una ragazzina...
Irina – Lo avevi già detto.
Angelo – Un mio cugino è stato dal musicoterapeuta ed è guarito completamente!
Irina – Di quale sindrome soffriva?
Angelo – Nessuno lo aveva capito. Ed era proprio per quello che non riuscivano a curarlo... senza la diagnosi la prognosi è sempre difficile.
Ma ora che ci penso non era musicoterapia: era cromoterapia! Con il cromo... credo.

Pietro – Mi è venuta in mente una cosa... non me ne ricordavo più!
Avevo otto o nove anni. Mia madre mi mandava a cantare alla cappella dell'ospedale. C'era un frate, un benedettino forse, che si chiamava Benigno, ed era veramente un brav'uomo. Appena severo, quel poco che ci voleva... E noi cantavamo e mi piaceva moltissimo: cantavamo a più voci con l'organo e tutto era semplice e bellissimo. Cantavamo alla messa...
Ricordo l'estate della periferia: era caldissimo e c'era solo un rubinetto all'autofficina per bere e poi non sempre l'acqua usciva. Io mi arrampicavo su per la mattonata e mi fermavo sul sagrato. Seduto sul muretto sotto quei grandi alberi guardavo la valle piena di fabbriche e palazzoni che un gigante pazzo aveva accumulato alla rinfusa. Ma da lassù erano bellissimi, con l'aria rovente che saliva tremolante... poi entravo nel fresco della chiesa, e poi... basta. La musica è uscita dalla mia vita.

Angelo – Sei il solito pessimista e non credi mai a niente.

Irina – Pensa piuttosto a mettere dentro i dati sugli Wolof, Pietro. Giù dico di aspettare fino alle due. A domani. (Gli sorride gentile).