Blog

Remember Rockefeller At Attica - YouTube

DIALOGO DI PINO E DEL SUO FORNAIO

P. Buongiorno fornaio. Come stai?

F. Ah! Io benissimo, mai stato meglio. E tu?

P. Mah… ho dormito male. Per via del cibo cinese. I peperoni, e tutto… sai com’è.

F. Io dormo benissimo da un po' di anni.

P. Quando mi parte il burbuglione faccio sempre dei sogni terribili. Le persone dicono che sono un effetto diretto dei peperoni ma io non capisco: com’è che da un peperone si genera l’angoscia di essere catturati e gettati in prigione per la vita? Rubassi un camion di peperoni, capisco, ma così…

F. Vuoi rubare un camion di peperoni?

P. Ma certo che no. Ho già i miei problemi così. Tutta la notte tra visioni e tormenti… mi ritrovavo sul lavoro e cercavo di misurare il volume di un liquido con un cilindro di vetro senza tacche. Facevo mille conti ma poi non ero certo di nulla…

F. Tu fai il chimico?

P. Sì, l’analista, di laboratorio.

F. Perché non apri un forno?

P. E dove? Eppoi non son capace. Tra l’altro qui oggi non si vede nessuno ora che ci penso.

F. Sì, è normale, è la crisi. Il lunedì c’è la crisi. Sono cicli economici, molto serrati.

P. Ma dal giornalaio c’era il mondo.

F. Lì la crisi è il venerdì. Il secondo venerdì del mese… è un altro mercato. Per domani avrei atteso un pienone, un aumento dello 0,8% rispetto al secondo martedì del 2013 che fu una giornata molto buona. Biove?

P. No. Cioè… ma tu hai fatto un corso per diventare imprenditore?

F. No… sono laureato. In Economia e Commercio. E’ la seconda laurea. La prima era in sociologia e poi ne ho presa una in fisica dello stato solido. Ma solo per passare il tempo. Io sono un economista. Ero dirigente alla banca del Lussemburgo ma non ne potevo più. Lo stipendio era discreto ma una noia. Da giovane entri e hai l’entusiasmo e cerchi di capirci qualcosa. Poi ti accorgi che lì tutti parlano sempre e solo di soldi. Ma quello è niente. Dopo un anno che lavoravo lì anch’io vedevo soldi dappertutto. A volte passava una bella donna e mi scoprivo a calcolare tutte le spese che avrebbe comportato mantenerla.

P. Le donne costano. Lo dice anche una brutta canzone.

F. Best things in life are free.

P. Cos’è?

F. Una bella canzone.

Melbourne Ska Orchestra - The Best Things In Life Are Free - YouTube

P. … Ma sì. Dammi un chilo di biove. Io quando giro per strada vedo tutto come se ci fossero solo atomi e vuoto. Resto sempre affascinato a pensare che una manciata di particelle tignose si riescano a proporre ai nostri sensi in tutte quelle forme diverse. E le donne? Le donne, per l’appunto: come fanno neutroni elettroni e compagnia cantante a tirar su certe signorine…

Tom Waits Jersey Girl LIVE - YouTube

F. …E mi sovvien l’eterno, e le perdute genti: un sacco di elettroni e traiettorie. Non c’è tempo a calcolarle tutte prima della fine dei tempi. Ma per misurare la concentrazione di uno zucchero o il peso specifico di un olio immagino che i tuoi apparati, le tue bilance e burette e rifrattometri siano più che sufficienti. Il sole torna sempre a fare il suo giro. Vuoi dei bigné? Sono freschissimi. E quanto a combinazioni faccio 27 tipi di creme differenti e ogni lunedì scelgo una combinazione di otto gusti che sigillo con 9 diversi colori di glassa. Non saprai mai a quale colore corrisponde una crema: sarai costretto a sperimentare. Una gioia praticamente infinita. Sai cos’è una monade?

P. Dammi 9 bigné. Le monadi le provo la prossima volta…

F. Le monadi non sono pasterelle. Le monadi sono entità, senza finestre.

P. Io allora sono una monade. In cucina finestre non ne ho ed è un po’ triste. Devo tenere sempre il lume acceso.

F. Anch’io sono una monade.

P. E tieni la luce accesa? Mettine uno di ogni colore: rosso, giallo, arancio, verde, azzurro indaco, violetto… marrone, beige. Marrone e beige nell’arcobaleno non ci sono. Un bell’arcobaleno marrone: non sarebbe stato di buon auspicio.

F. Le monadi condividono una natura, una origine e vivono l’una accanto all’altra e si nutrono della stessa energia. Non hanno finestre ma sono permeabili a sottili sostanze che si sprigionano dai loro corpi e si fondono nel gas che le racchiude.

P. Non comprendo.

F. Infatti. E’ che stavo pensando alle monadi quando tu sei entrato. Una monade può anche, io credo, toccare un'altra monade, non vederla, ma può sfiorarla, colpirla o perfino pugnalarla. Ma non può udirla, non può contemplarne lo spirito: contempla i fantasmi di quella monade che abitano nel suo proprio spazio. Senza finestre.

P. Aridanghete. I fantasmi senza finestre? Mi viene in mente che avevo da fare una cosa… Quanto ti devo?

F. Non c’è motivo per cui tu ti debba spaventare. Sto solo inseguendo un pensiero. Tra l’altro pane e paste sono offerti. Io sono molto ricco e non ho bisogno di denaro: oggi mi hai ascoltato e quindi sono già ripagato così.

P. Ma non credo di avere compreso bene… tutto il discorso sulle monadi.

F. Cosa volevi fare da piccolo, dico la prima cosa che ricordi?

P. Credo il muratore… almeno mi ricordo che quando vedevo i muratori fare le cose con le mani e maneggiare la materia, il cemento che prima è liquido e poi si indurisce e il muro che sale… poi ci hanno spiegato che volevamo essere tutti astronauti e sportivi famosi. E’ stata la grande fregatura del secolo. Ci siamo cascati a milioni e guardavamo i muratori con sufficienza.

F. Parli come un framassone: spero di non aver gettato il mio tempo agli sterpi.

P. Framassone? Ah… no. Dico proprio la calce sai, CaO che diventa Ca(OH)2 e gli alluminati che fanno presa, le argille ferriche sinterizzate dal fuoco, proprio la sostanza, capisci, la materia che non sta a simbolo che di sé stessa! L H20…

F. Bene. Ti stai guadagnando i tuoi bigné.

P. E tu cosa volevi fare da piccolo?

F. Io volevo essere filosofo e come vedi lo sono diventato. Lavorare alla Banca del Lussemburgo mi è stato molto utile. Ho compreso quasi tutto di quel che nella vita non è importante. E’ fondamentale per potersi poi dedicare a quel che ci interessa. Ad alcuni peraltro i soldi interessano molto, ci si divertono. A me sembra surreale ma è così. Sai… le monadi non hanno finestre. C’erano ragazzi idealisti e di nobili aspirazioni che venivano a lavorare alla banca e dopo sei mesi si erano trasformati in manager e parlavano e ragionavano come strateghi del profitto, come se un gene silente si fosse risvegliato a contatto con il substrato monetario.

In fondo io stesso opero sempre nel commercio, come vedi. Ma la filosofia è il mio vero interesse che coltivo perlopiù in compagnia di farina, zucchero e uova. La materia… la materia.

Robert Johnson - Come on in my Kitchen - YouTube

P. Non viene proprio nessuno oggi, eh?

F. Io ho parecchi nemici, sai? Hanno messo anche in giro brutte voci su di me.

P. Nemici?

F. Purtroppo sono ancora un filosofo dilettante. Mi è capitato negli ultimi anni di avere accese discussioni con diverse persone, alcune che amavo, altre che mi erano relativamente indifferenti e altre che detestavo.

Io sono permaloso, me la lego al dito e quando odio, odio per sempre. Se ci si potesse scambiare un anello con coloro a cui giuriamo acredine eterna ne terrei una scorta abbondante per essere certo di non rimanere mai senza. Molte persone che odio intensamente sono là fuori e molte non sanno dell’intensità del mio sentimento e questa mi sembra un’ingiustizia.

L’odio non è che l’altra faccia dell’amore, una ricchezza che loro possiedono senza saperlo, come un sacco di gioielli che giace sepolto nel loro giardino.

 

Immagino la pubblicità: “L’ossidiana è per sempre!”. Un anello con pietra nera: ovvio ma efficace. L’ossidiana è la pietra durissima con cui venivano confezionate armi mortali dai nostri antenati neolitici… la materia.

Non sempre vogliamo così male a chi odiamo profondamente. A essere sincero mi limito in genere a desideri di pubblico ludibrio e degradazione, mai all’auspicio di pene fisiche e corporali.

E’ probabile che false dicerie sul contenuto dei miei bigné abbiano aggravato la crisi del lunedì. Ho anche bignè neri nel retro… li vuoi assaggiare?

P. Ma non disturbarti. Adesso vado a casa che stavo dando il bianco in cucina e sarà giusto pronto per la seconda mano.

F. Bene. E gusta i miei bigné. Oggi era l’ultimo giorno. Domani parto per l’oriente. Qui non ho più nulla da fare. E piano con i peperoni!

Devil Blues - YouTube