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HO UDITO COSE CHE VOI UMANI ... (SCRITTURA-AUTOMATICA-ANTIFASCISTA)

 

(IL SINDACO DI SIMPLETON - XTC) 

https://www.youtube.com/watch?v=bugeea9nkgY

                                                                                               BLADE RUNNER - Da P. K. Dick (Quite an experience living in fear, isn't it? That's what it is to be a slave... )

                                                                                                           https://www.youtube.com/watch?v=NoAzpa1x7jU 

 

 

Copio da Wikipedia:

La scrittura automatica è il processo di scrittura di frasi che non arrivano dal pensiero cosciente dello scrittore. Può avvenire in stato di trance, oppure in maniera cosciente ma senza la consapevolezza di quello che si sta scrivendo. È stata a volte utilizzata in psicoanalisi come possibile strumento per fare emergere conflitti inconsci. È uno degli strumenti più importanti della tecnica di scrittura surrealista.

Ecco quindi che oggi, di buon mattino butto giù, è il caso di dirlo, questa poesiola. Non è proprio automatica... diciamo semi-automatica. Parto dal fatto che mi dicono Holderlin scrivesse poesie nella sua torre di Tubinga. Ma si può sostituire Gottinga, in modo da non tirare in ballo il grande poeta.

 A questo punto lascio che mi portino rima e metrica. E quindi a un certo punto il giuoco è fatto: guardi il risultato e la mente si risveglia. Se vuoi puoi dare il tocco finale, giusto per abbellire un po' quel che veramente pensi (ovvero non sapevi di pensare)...

 

Nella torre di Tubinga c'è un omino con l'aringa,
ma l'aringa è affumicata. Non si dica e non si finga
nella questio complicata, che il pesciuzzo dal salmastro
sia per sé nella frittata, scivolato come impiastro.
 
Quell'aringa di Tubinga puzza un poco di meringa.
Chi la lanci verso l'astro che nel ciel splende di giallo,
crederà che nello sciallo possa far cosa pregiata
ma sul tristo suo cocuzzo troverassi un tal timballo
 
da pentirsi de menallo pure ar fijo de Mazinga.
 
 
NOTA. Il credito per l'espressione "Fijo de Mazinga" va agli scrittori della serie televisiva Boris.