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La fama di Marshall McLuhan è legata alla sua interpretazione innovativa degli effetti prodotti dalla comunicazione sia sulla società nel suo complesso sia sui comportamenti dei singoli. La sua riflessione ruota intorno all'ipotesi secondo cui il mezzo tecnologico che determina i caratteri strutturali della comunicazione produce effetti pervasivi sull'immaginario collettivo, indipendentemente dai contenuti dell'informazione di volta in volta veicolata. Di qui la sua celebre tesi secondo cui "il medium è il messaggio". (Da Marshall McLuhan, Wikipedia)

«Una volta che abbiamo consegnato i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le orecchie e i nervi, in realtà non abbiamo più diritti. Cedere occhi, orecchie e nervi a interessi commerciali è come consegnare il linguaggio comune a un'azienda privata o dare in monopolio a una società l'atmosfera terrestre»

(Marshall McLuhanGli strumenti del comunicare)

 

Poi riflettei che tutte le cose capitano a ciascuno esattamente, esattamente adesso. Secoli di secoli e solo nel presente succedono i fatti; innumerevoli uomini in aria, in terra e in mare e tutto ciò che realmente avviene avviene a me...

(Borges, il giardino dei sentieri che si biforcano).

 THE BEATLES - Let it be

https://www.youtube.com/watch?v=QDYfEBY9NM4

Tutti noi... molti di noi, forse la gran parte di noi, pensano che non ci sia granché da dire attorno alle cose del mondo, le cose fondamentali: cosa vuol dire “io”, cosa è il tempo, se esistano il bene e il male, cosa sia bene e cosa male, se esista vita dopo la morte...

No forse questa della vita dopo la morte è una domanda che ha un po' più successo tra il popolo. Ma la morte di chi? E dopo la morte c'è il tempo? Se non ci sono più “Io” come faccio a godermi il tempo libero che avrò dopo la morte, che potrei immaginare come una specie di pensionamento permanente?

 

Senza inutili domande si può navigare a vista, nell'eterno presente, nel qui e adesso che è la sola nostra esperienza e anticipare il tempo quel tanto che basta per afferrare il più possibile di quanto ci viene incontro. Più o meno lo facciamo tutti.

Si possono poi prendere dei pacchetti filosofici preconfezionati, al supermercato delle cose che risultano pratici e risolutivi nella maggior parte delle situazioni.

Il problema si complica un po' se dovessimo portare a casa d'occasione quel concetto per il quale dopo la morte (Ma la morte di cosa?) ci tocca un premio o un castigo. In allegato dobbiamo sempre accertarci che ci venga fornito un dettagliato elenco di cosa sia bene e cosa sia male. Ma dovrebbe essere un coso voluminoso per contemplare tutte le possibili possibilità delle vite che potremmo trovarci ad attraversare.

Meglio sarebbe lasciare qualcosa al nostro arbitrio (ma c'è?) come in un gigantesco compito in classe... “Ehi... scusa... Ma tu quando dovevi fare l'eutanasia cosa hai fatto?”.

Lasciamoci andare al buon senso. Il tempo c'è e il passato, la nostra giovinezza non torna più. Sennò Melville quando lo ha scritto Moby Dick? Adesso? Domani? No, tutto è molto semplice e non dobbiamo domandarci di cose non domandabili.

La parola ci permette di comprendere molte cose, a patto che non ne travalichiamo i confini, che formuliamo bene le domande. Io, ad esempio, sono quello che scrive queste righe, mentre il tempo mi accarezza dolcemente. Solo un leggero alito gelato sembra sussurrare che questa carezza mi trascina verso una nebbia vaga... nel passato milioni di uomini sono stati macellati da bombe, granate, bombe atomiche, torturati da tirapiedi di preti e presidenti, violati in molti modi da altri uomini che apparentemente non sembravano farsi troppe domande. O forse, peggio, se le facevano e si davano entusiastiche e roboanti risposte del tipo: "Me ne frego!". O forse peggio facevano finta di non capire.

BOB MARLEY - No woman no cry

https://www.youtube.com/watch?v=P86JdaapRjo

 

I nostri corpi, oggetti ad entropia relativamente bassa, in presenza di una certa quantità di esplosivo, possono scattare in avanti nel tempo verso configurazioni molto più disordinate.

Relativamente al tempo, appunto, al momento non sono riuscito a superare l'idea per cui c'è uno srotolarsi di entropia crescente, da configurazioni a bassa probabilità, caratterizzate da poche disposizioni alternative dei componenti particellari, a configurazioni più disordinate in cui il calore è distribuito più omogeneamente nell'universo. Non sono sicuro che sia l'ultima versione della cosa. Il punto è che non sconvolge il senso comune più di tanto.

Il passo successivo, che però non afferro se non formalmente, e che abbiamo accennato nello scorso blog è che il tempo è così perché noi lo vediamo così. E' così, è realmente così, perché noi così ci rapportiamo alle cose e delle cose vediamo una certa sezione secondo una relazione che genera tra l'altro quel che chiamiamo tempo. E se una cosa è reale per noi è reale. Punto. Perché uscir da noi non sembra essere dato comunque.

 

La mia sensazione di base, però, quella che mi spinge a scrivere di cotante stranezze un po' abborracciate e che non riesco a levarmi da dosso, è che sia comunque tutta una colossale fregatura. Ma chi sta barando? I presidenti? I loro gazzettieri? Noi stessi? (Ricordate che il mio impianto è paranoide. In termini di relazioni, a un “io” ingenuo si contrappone un non-io paranoide che attacca prima di essere colpito).

Se ho tirato fuori McLuhan che conosco un po' come tutti per averlo visto in un film di Woody Allen, e l'entropia, è perché entrambi in qualche modo parlano di particelle e individui, di gas e masse.

E' un'idea che mi sta un po' sfrucugliando... quando ero bambino e avevo la febbre alta a volte avevo strane visioni che mi terrorizzavano: immaginavo un oggetto piccolissimo e subito dopo un oggetto gigantesco e la sproporzione mi creava un orrore fisico e viscerale.

Provo a immaginarmi, a far colazione nella mia cucina e poi penso a cinquanta milioni di persone in Italia e poi a centinaia di uomini in Europa e miliardi di persone sul pianeta... e quel che è il mio TUTTO diventa improvvisamente un INFINITESIMO DI UN INFINITESIMO. Tutto e nulla si compenetrano, si identificano... E poi penso alla massa degli animali e delle piante, e alla massa stessa del pianeta alla grandezza del sistema solare e poi della galassia. Ma queste cose in realtà non le so pensare veramente. Già pensare alle persone (e chissà perché improvvisamente la parola “italiani” ha perso quel buon sapore che aveva quando ero bambino) che su questa buffa penisola stanno giocando con i loro dispositivi di comunicazione, è sufficiente a dare il capogiro e la nausea.

 

La domanda quindi è: ma quelli che ce la raccontano, ci sono o ci fanno? E gli ingenui-sapienti attorno a me, che non si fanno troppe domande balzane, la notte sognano pecore elettriche?

 U2 - With or without you

https://www.youtube.com/watch?v=ujNeHIo7oTE

FINE PRIMA PUNTATA (???)

Commenti   

0 #1 Sorella 2020-02-13 07:05
Sempre stato complicato, non migliori col tempo, ma scrivi molto bene e ragioni ancora meglio
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