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SULTANS OF SWING - The Dire Straits

Alla scuola di musicoterapia ho imparato che lo stile è il testimone sincronico del senso. Per ora mettete questa cosa lì, da parte.

Nel 1978 invece avevo 13 anni e mi accanivo sulle mie chitarre da tre. Suonavamo, con gli amici, ci divertivamo e imparavamo qualcosa ogni giorno con la chiara e precisa percezione di un fatto: il nostro suonare era solo un simulacro. Quelli veri venivano da un mondo diverso. Era evidente che anche proseguendo all'infinito su quella strada non saremmo mai giunti nel mondo degli inizati.

Anche a torturarli, i nostri strumenti non riuscivano a offrirci più che una specie di alone colorato che aveva una vaga somiglianza nelle tonalità dei pigmenti con il quadro che avevamo in mente. Ma in mente noi, quel quadro, ce l'avevamo. Consumavamo nastri e vinili a risentire la stessa canzone fino a quando il cervello aveva registrato con precisione anche dove si trovavano i difetti fisici dei supporti. A quel cambio di accordi il disco faceva "tric" e il nostro cervello lo anticipava ormai automaticamente. (Io avevo solo cassette e mangianastri ma il discorso non cambia!)

Ora nel 1978 dominavano i Bee-Gees, che ho recentemente scoperto essere caposaldi della musica di tutti i tempi. Non lo sapevo ma si impara, appunto, ogni giorno. (Immagino che un discorso serio ci porterebbe qui un po' troppo lontano).

Nel mondo c'era pieno di ottima musica e di splendide produzioni ma nei nostri tinelli arrivavano soprattutto i Bee-Gees e molta altra musica caruccia ma di poco spessore. 

E qui ricordo che io e un'amico stavamo a spendere un pomeriggio davanti alla TV nel salotto di lui e sullo schermo compare un video, tra gli altri, così come se nulla fosse.

Dire Straits - Sultans of swing (Video. Playback o playback parziale? Non so c'è qualcosa che non mi torna... i movimenti sono perfetti e il sound è quello del disco... non so, qualcuno mi spiegherà).

https://www.youtube.com/watch?v=h0ffIJ7ZO4U

Fu una specie di colpo a secco, come ci fosse caduto un vaso sulla testa: "Cavolo, ma quello suona per davvero!" Ricordavo la Stratocaster rossa ancora adesso. Imparare quella robba era fuori discussione e continuo a pensare che lo sia. Ri-dipingere la gioconda si può fare in garage, come esercizio, ma poi non si va in giro con leggerezza a mostrare il risultato con l'aria di aver fatto chissacchè. Neppure se ci è riuscita benino e forse a maggior ragione. (E anche qui il discorso si farebbe interessante e pieno di contraddizioni, specie se Marcel Duchamp partecipasse al dibattito).

Continuo a pensare che Sultans of Swing, che tra l'altro non è una chicca per specialisti ma un brano musicale che piace a grandi e piccini, sia una specie di tempesta perfetta. Spiace per i sordi ma qualcosa oggi con i computer si potrà accroccare... Il testo l'ho letto e compreso molti decenni dopo: è bellissimo. Come sapete i Sultans of Swing sono un gruppo di dilettanti (yes!!!) e suonano in un localetto di Londra una musica creola. Sono impiegati che risparmiano il loro swing durante la settimana per regalarlo al pubblico il venerdì sera.

La cosa bellissima è che Sultans of swing, ovviamente non è un brano di jazz. Nella canzone si parla di un gruppo di ragazzi in "platform shoes", con le scarpone con le spesse suole, adolescenti che sono affascinati dalle mode del momento e quindi dalle musiche più accessibili, più vendute: "they don't give a dam about a trumpet playin' band", non gliene frega un accidenti di una orchestrina con le trombe. Il jazz è robba da matusa. Quello non è "rock and roll", pensano.

Adesso vengo al cuore della storia. Il batterista dei Dire Straits, quello che suona nel disco del 1978 si chiama Pick Withers ed è un musicista di grande raffinatezza. Dovete riascoltare il brano dal disco o dal video qui sopra per sentire come porta il pezzo e come usa la punteggiatura. E qui un'altra piccola scoperta: Pick Withers lascia i Dire Straits dopo quattro album secondo wikipedia affermando "Se continuo così rischio di diventare un batterista di rock!" e si dedica tra l'altro allo studio del jazz. 

Sultans of swing non è un brano di jazz. E non è nemmeno un brano swing. E non ha neppure un andamento swingato in termini tecnici. E' un brano dritto (even eights, si dice), con un giro armonico che ricorda vagamente quello di una musica latina: un tango?. E qui mi fermo, quella delle somiglianze è una cosa sterile se si porta oltre un certo limite.

Pepe Romero - Caminito

https://www.youtube.com/watch?v=KkBdGW5OWw8 

Ora il tango è molto dritto! (Pensate a quanto sono inamidati quelli che lo ballano!) Sultans of swing è suonata su quello che a me sembra un ritmo di rock'n'roll abbastanza tradizionale, come Nadine di Chuck Berry ad esempio.

Questo che segue invece è un brano che oltre ad avere uno swing spaventoso è articolato su un ritmo tecnicamente "swingato" cioè su una base 3 e non 2.

Sinatra and Count Basie orchestra - I'm gonna Sit right down and... 

https://www.youtube.com/watch?v=68JwarSkJ6U&list=PL3QK-FeOu2ccjMxb9tguET3nuc_Dv6vte&index=9

Chuck Berry - Nadine

https://www.youtube.com/watch?v=5madtiLf7DI

Però tutta la grande musica ha bisogno di swing, in senso lato. Ce l'ha Pepe Romero, ce l'ha Frank Sinatra (evabbè!), e ce l'ha Chuck Berry, anche se i suoi ottavi sono relativamente diritti! Ci sono un sacco di livelli nella musica, un sacco di elementi, un sacco di dettagli, di dimensioni. (Nella buona musica, è ovvio). E anche Sultans of swing ha un sacco di swing. Pick Withers contribuisce non poco a tirarlo fuori: la leggerezza ne è l'elemento principale. "To swing" significa oscillare. Nessun pendolo può oscillare se è troppo pesante per il filo che lo sostiene. Pick Withers porta il brano marcando sempre leggermente sui piatti gli accenti deboli del ritmo, creando una specie di continuo respiro sospeso. Rock'n'roll, musica latina e una sensibilità swing sotto mentite spoglie. Questo è l'inizio. Sopra la chitarra di Mark Knopfler e la sua voce piena di carattere (il canto, la scansione, il timbro e il rapporto tra parola e melodia meriterebbero una loro analisi a parte). Giusto per concludere.

Un sound assolutamente essenziale. Chitarre pulite, basso e un drum-set minimale. Un po' come la ricetta del pesto. Solo che il basilico deve essere quello giusto, etc etc

Nel 1983  I Dire Straits pubblicano un album, Alchemy Live. E suonano a quanto pare Sultans of Swing.

Il batterista però non è più Pick Withers che forse in quel momento era tornato in cantina a studiare jazz.

Questo è il risultato. Lo stile è molto differente. Ognuno si diverta ad ascoltare.

Dire Straits - Alchemy Live

https://www.youtube.com/watch?v=8Pa9x9fZBtY

Sono i Dire Straits, una band gigantesca, sul palco c'é Mark Knopfler, mica pane e porchetta, quindi nessuno qui si permette di emettere giudizi. Tanto meno io.

Però lo stile è cambiato. E bastano pochi secondi a sentirlo.

Buon anno. E viva i Dire Straits!!!! 

AL CASEY - Hot jumpin'

https://www.youtube.com/watch?v=RdYfsnCEPjo

 

 

 

 

 

 

 

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