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RIVAROLO - Racconto

Non è possibile. Voglio dire è ovvio che è possibile, e non solo è possibile. E' così, adesso e qui. Porca miseria... Porca miss.. Porca, Pooo-oo-rca Misee-e-ria.

---- THE BEATLES - Misery

https://www.youtube.com/watch?v=FEA6prlH2nA -----

Pioggetta di ottobre sulle caldarroste.  Stivali per i funghi. Le gomme della bici hanno quelle ulcere... da lì la gomma arancione vien fuori come una rana. Arancione. Ma qui non ci sono bici, nemmeno una bici e non di certo in ottobre. In ottobre matite e coperte blu di PVC per i quadernini plastificati con i sottoprodotti di distillazione degli etoxo-alcoli che non smetteresti mai di annusarli. E sulla coperta un'etichettina adesiva con una bandierina e una scritta enigmatica: "vedo". Ma cosa vedo? Boh. Poi due linee per tracciare il mio nome. E la sigla della classe. 2a A.

Scuole Elementari Edmondo de Amicis. Ci deve essere un errore.

Voglio dire che tutto è a posto. Io sono io, chiaramente. La maestra è bellissima e molto gentile. E ha queste cappine cartazucchero e le calze velate color caramello. E una risata assurda, altissima ma allegra e simpatica. E poi casa mia è semplicemente perfetta. Non manca nulla, stanze, pavimenti e gli interruttori della luce. Ma come farà ad andare fino al lampadario senza tempo? Mio padre sale sempre le scale trascinando leggermente i piedi su ogni gradino: un rumore inconfondibile: è per via delle suole di cuoio delle sue scarpe nere, con i lacci.

La scuola è fatta semplicemente com'è ovvio che sia fatta una scuola: cortile, atri, scale ampie, una palestra grande con attrezzi di legno odoroso, la biblioteca, grande, impossibile leggere tutta quella robba in una vita, con la scritta fatta a scritta delle biblioteche: ogni biblioteca ne ha una, rossa e tridimensionale; dice: Bilblioteca Civica Cervetto. Che poi questo Cervetto... chi sarà?

Ugo Foscolo più o meno l'ho sentito. Mio papà dice che era un po' un pallone gonfiato e se lo dice lui è vero. Anche mio padre è quello giusto, non ci può essere stato alcun errore. Vedo altri padri in giro, anche discreti ma nessuno potrebbe in nessun modo prendere il posto di questo che mi hanno fornito. E' così simpatico! Sa un sacco di cose e ha anche un buon odore.

Eppure c'è un errore.

E' un problema di toponomastica, di urbanistica, di architettura... maccchennessò io. Un bambino di sette anni sa che gli piglia quel grumo di cemento nello stomaco e non si ricorda che forse poi passa... guarda fuori e verso il mare: la valle è nel grigio della pioggia. Mentre la mamma gli annoda il fiocco blu sintetico e sfilacciato guarda la finestra di una sola anta, aperta per cambiare l'aria e vede il bellissimo ponte, meraviglia delle diciotto meraviglie del mondo. Morto un ponte, pensa per giuoco, se ne fa un altro.

Ci dev'essere un errore. Dov'è l'errore, pensa, mentre saltella su e giù dai blocchi di calcare dei marciapiedi... Anche il cartolaio è veramente un tipo per bene.  E anche lì poi c'è un odore che gli piace moltissimo. Ha comprato delle copie di carta a righe per i pensierini. Che fatica! Che fatica pensare a comando dei pensieri che possano essere scritti in mezz'ora sulle righe di quelle righe mentre hai tutt'altro da pensare. Ci dev'essere un'errore, pensavo col mio fiocco slacciato e il naso in bocca... a scrivere del mio compagno di banco.

A scuola non ci sono errori: grandi finestre e farfalle colorate incollate ai vetri. E Cristo lì a soffrire per tutti, e guai chi glielo tocca, gliel'hai toccato tu! Il presepe sì che è bello, con quelle scatole di cartone del 1947... ma c'è tempo, c'è ancora tempo. 2 Ottobre del millenovecento... E bellissimi corridoi larghi con grandi caloriferi e bidelle meridionali a sfare. 

L'errore c'è e lui lo dimostrerà.

Il primo punto per dimostrare che in tutta questa storia di asfalto senza fine e di oleandri prigionieri, in questa vicenda che non è una storia di città e di piazze,  né di secolari querce e stalle ombrose, che in questa vicenda di tramonti senza orizzonte, di colline lebbrose e di cavalcavia sopra il negozio di formaggio c'è dentro un madornale errore, il primo punto è quello di mostrare al mondo di essere infallibili. Le persone attorno a lui sono troppo distratte, affaticate o annoiate per starlo a sentire. 

Il giorno che porterà la sua argomentazione lo farà dal pulpito di zaffiro della sua onniscienza. Infatti, e questo lui lo sa con il cuore, nessuna dimostrazione, nessuna argomentazione è inattaccabile, anzi. Sono solamente la statura e la potenza della figura del dimostrante che fanno la differenza, alla faccia di chi creda ancora alla bella scienza occidentale del 1600.

"Da allora la mia statura... "

UN GIUDICE - Fabrizio De Andrè + PFM

https://www.youtube.com/watch?v=KsQqEWJDC4k

IL TESTAMENTO DI TITO

https://www.youtube.com/watch?v=84qhuKGDX1c

 

 

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