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Maurice Ravel - BOLERO - 1928

https://www.youtube.com/watch?v=dZDiaRZy0Ak

IL NOVECENTO 

Prima di passare al tema, ecco la traduzione di Love Nr. 2, sesta canzone di Pavlov's Pet. La quinta è una cover di un grande cantautore canadese, Bruce Cockburn.

Amore N. 2

(Il n. 2 si riferisce alla versione della canzone e non all'amore. Gli amori non vanno mai numerati, non sta bene e non serve a nulla; si potrebbe disquisire della grafia).

Sono abbastanza sicuro, ed è un fatto

un libro è un libro, un assegno è un assegno

ma la vita che abbiamo trascorso assieme, eri qui?

Quando mi sveglio pisciato in posti puzzolenti, non è per divertirmi, sono bello che andato

e ho perso dietro di me l'ovvio lungo i labirinti

Ma se pensi che non mi importi un accidente, ben ti sbagli ragazza

Quanto mi piacerebbe condividere il panorama!

ma io non sono così forte, non sono così controllato

ho bisogno di una dose per riprendere la strada, ho bisogno di un bicchierino per arrivare dall'altra parte...

 

Ma se è all'eroina che pensi, o al sesso, o all'alcol o alle polverine bianche

o ad altri giochi da bambini, ben, non sono quelli

è molto, molto, complicato, mi taglia le gambe e fa saltare il fusibile

e mi mette di fronte al vuoto che aspetta laggiù in fondo

E se vuoi piazzare una scomessa da un miliardo su quello a cui sto pensando, beh, puoi stare certo, la parola non è "AMORE".

Il cielo e la luna quaggiù, son sottosopra,

Io le guardo lanciare i loro segnali, e aspetto la stella che marchi indelebilmente "QUESTO E' COLUI CHE TU SEI".

 

The Word - BEATLES (Un altro blues con ritornello dei Beatles. Ma i Beatles avevano influenze blues? Nooo, quelli erano i Rolling Stones... ah beh, si beh... )

https://www.youtube.com/watch?v=RfBEqiEhCgM

 

Allora, IL NOVECENTO. Scrivo per varie ragioni. Qualcuno mi ha detto di aver rivisto Novecento di Bertolucci.

Su Radio 3, La grande Radio, ascoltavo un'intervista a Bernardo Bertolucci. E Bertolucci, parlando dei critici italiani diceva di come le parole "nostalgia" e "ideologia" siano diventate tabù, o ameno lo fossero ai tempi di "Dreamers", 2003. 

Adesso nel 2019 io non so neanche se qualcuno si preoccupi più di queste cose e se le parole abbiano più un senso, se possano suscitare una reazione qualunque che vada oltre lo strato corneo dell'epidermide. Non so molto di Bertolucci, sono giovane per certi versi. Ricordo "L'ultimo imperatore", forte, importante.

https://www.youtube.com/watch?v=Fl7goRtWo50

Ma voglio scrivere CONTRO, un po' tipo quelli che vanno in piazza oggidì (e poi io abito in una piazza, quindi in un certo senso... ). Voglio esprimere il mio fastidio, la mia insofferenza verso quei tomi che alla radio (in genere mi capita lì) dicono male del Novecento, tipo "Fortunamente ormai il novecento è alle nostre spalle, con tutti i suoi orrori, etc etc"

Posso pensare a una serie di argomentazioni... oltre al fatto che ci sono nato io, mia madre, mio padre, mia sorella, e che si viveva in ragionevole armonia.

1) La frase, di per sé, è così stupida che non meriterebbe alcun commento. Non è che dalla mezzanotte del 1899 a quella del 1999, cronometricamente, ci sia un tempo di qualità differente. Almeno un secondo del XIX secolo ed uno del XXI si devono essere contaminati facendo saltare la purezza degli altri decenni. 

2) Se il novecento è stato un secolo nel quale si sono consumate delle convulsioni di grandissima portata è perché per ovvi motivi è stato il secolo delle masse, enormi e crescenti e delle tecnologie. Masse e tecnologie che tanto ci piacciono e ci esaltano tutt'ora. 

3) La frase sottointende che oggi noi ci si trovi in un periodo migliore:

Dice l'uomo, guardando la fiamma

"com'è bello il fuoco che arde nel braciere"

Risponde il ciocco, all'uomo seduto

"Vieni al mio posto: cambierari parere!"

Già Voltaire nel suo Candide derideva Panglosse, che con il culo al caldo filosofeggiava "Questo è il migliore dei mondi possibili". Questo, io penso, non è il migliore dei mondi possibili, né il peggiore. E' quello che c'é. E se pensiamo alle migliaia di morti violente che accadono nel nostro mondo, di fronte alle nostre rive, in guerre più vicine di quanto non siano le più gettonate mete turistiche, agli orrori dei gas, delle torture, dei bombardamenti, ben... mi fermo qui. 

4) Se questo fosse, per ipotesi assurda, un buon mondo, allora il novecento sarebbe il secolo che l'ha generato, e non si potrebbe allora rinnegare il dolore del parto senza buttare via il suo prodotto. 

5) Il novecento ha prodotto un'accelerazione nelle capacità di pensiero, etiche, estetiche, filosofiche, scientifiche, artistiche, musicali, di astrazione semplicemente strabilianti. Credo che le forze della reazione ne siano state così spaventate da scatenare tutti i diavoli dell'inferno pur di ricacciare lo Spirito dell'Uomo nel grigio piattume dei giorni sprecati. Credo ci siano riuscite. Almeno per la gran parte della massa, che poi è quella che conta.

6) Nei secoli precedenti al Novecento l'idiozia umana ha raggiunto vette di una purezza tale che a noi, nati nel novecento e dopo, non è più neppure facile concepirle, a meno di darci di naso.

Certo, non sapevano un cazzo, non era colpa loro, ma ne han fatte veramente di ogni. Leggetevi i manuali di tortura dell'inquisizione, o senza andare così lontano, un po' di storia della medicina del seicento e poi facciamo un'altro confronto. Certo, c'era meno gente da torturare, le masse del novecento se le sognavano ma comunque quanto a stragi di eretici e compagnie cantanti non si facevano mancare niente.

Ah, dimenticavo. Buon Black Friday! (Che poi dura diversi giorni, non so bene... )

 

 

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