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Ho rintracciato l'origine di una frase che ho fatto mia tempo fa  e che sento sia in grado di esprimere un sentimento vero e profondo.

"Non l'ho letto e non mi piace".

E' attribuita all'editore Vanni Sheiwiller. Molti, che non hanno dimestichezza con il paradosso, pensano che un'oggetto che non è vero sia falso e spesso ritiengono che non possa essere contemporaneamente vero e falso. Se glielo si dice se la ridono, come ride colui che sa.

Se accenni loro l'idea che il giorno delle elezioni è assolutamente irrilevante che un individuo vada a votare perché il suo voto certamente non può in nessun modo cambiare il risulatato delle elezioni e che però in quanto piccolo e insignificante granello in un vortice ha un suo peso, non come individuo ma come frazione di massa... quanti si prenderanno la fatica di verificare quanto ci sia di falso e quanto di vero... le masse? Robba da XX secolo. 

Si tratta di concetti per i quali non sono particolarmente ferrato, quelli della politica e del governo delle masse. Ma mi capita di sentirmi dire che se non voglio verificare di persona quel che alle masse piace (pagando la tassa prevista) sono uno snob e un millantatore.

Che dire? Evidentemente è vero. E' un problema di stile: ci sono comici il cui stile è forte ed evidente fin da quei primi cinque secondi nei quali abbiamo avuto sventura di incontrarli. E perché dovremmo inseguirli per i resto della vita con tutto quello che abbiamo da fare? Lavatrici, tagliandi alla macchina, andar di qua e di là, mangiare... forse non dovrei dire "Non l'ho visto e non mi piace", ma "Aimè, l'ho visto un dì ben sette secondi e soffro ancora adesso!"

THE POLICE - Invisible sun (... I don't ever want to play the part of a statistic in a government chart... )

https://www.youtube.com/watch?v=1VuDjJ9KIxM

 

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